S54 – Multiplicity Urban Representational Amazing Theory. Proiezione del film “Murat, il geografo”

COORDINATORI: Francesca Governa, Politecnico di Torino; Maurizio Memoli, Università di Cagliari.

Nel settembre 2014 abbiamo fatto un film: “Murat, il geografo”. Il film è, soprattutto, un esperimento. Un esperimento ambizioso poiché si tratta di un “oggetto” ibrido: non è un film-documentario, di quelli che si propongono di raccontare la realtà attraverso interviste o che, seguendo la tradizione etnografica, si posizionano “dentro” luoghi e storie marginali e danno voce a coloro che tradizionalmente “non hanno voce” (benché, come sostiene Spivak, 1988, non è detto che ciò accada, abbia senso, aiuti poiché spesso si risolve nel dare voce all’altro senza riconoscerlo). Non è un film di finzione in senso “classico”. E’ un ibrido di documentazione e finzione, di fantasie e ricerca scientifica, la cui ambizione è quella di proporre un racconto sulla riflessività del fare ricerca urbana in luoghi, come la Belle de Mai a Marsiglia, che le rappresentazioni normali incasellano come “margini urbani”, alimentando stereotipi e pregiudizi; sui dubbi che pervadono la nostra attività di ricerca e sulla bellezza di attraversare una città, con tutte le sue contraddizioni e i suoi conflitti; sul senso di ciò che facciamo, sul perché lo facciamo, sul come lo facciamo.
I piani del racconto che si intersecano nel film sono tanti: il racconto della città vista, vissuta e descritta facendo il film e il racconto della città che emerge nel film; la città raccontata da chi la abita e la città che si racconta come campo di pratiche in cui si mettono in gioco dei corpi; il racconto di un modo di essere critici che non si accontenta del discutibile piacere di sentirsi dalla parte dei “buoni”, ma prova a esplorare, a farsi sorprendere, a cercare altro; il racconto del come fare un film abbia cambiato (e continui a cambiare) il nostro modo di vedere, sentire, praticare la città così come il nostro modo di considerare e praticare la geografia e il nostro ruolo di ricercatori.
Dal punto di vista teorico, molti degli aspetti che pervadono, in maniera più o meno esplicita, il nostro esperimento si inseriscono nel dibattito sulle forme “non rappresentazionali” del fare geografia (Thrift, 1996; 2008; Anderson e Harrison, 2010; Vannini, 2015) e sulla declinazione più che rappresentativa del superamento del rappresentazionale (Lorrimer, 2005 e, per una discussione in campo urbano, Governa, 2017b). Abbiamo svolto una pratica più che rappresentazionale di ricerca urbana facendo un film. Questa scelta può apparire un paradosso. Le immagini sono “tradizionalmente” rappresentazioni; le metodologie visuali fanno parte ormai da tempo della “scatola degli attrezzi” degli studi urbani (Rose, 2001; Rose, 2003; Driver, 2003) per mostrare la realtà.
In che modo, dunque, le immagini possono essere una delle forme che assume una geografia più che rappresentazionale?
Partendo dalla visione del film, la sessione intende discutere alcuni temi: l’uso del corpo come “strumento” di conoscenza (superando in questo modo la tirannia dello sguardo) (Thrift, 1996; 2008); la pratica di una non cognitive ways of knowing (non conscia, non cognitivamente orientata, non ordinata attraverso il discorso; Pile, 2010); la posizionalità del/la ricercatore/ricercatrice nella costruzione delle immagini in movimento e, quindi, nella ridefinizione soggettiva/oggettiva del rapporto con la città e nella dimensione emozionale della conoscenza.

Murat il geografo, girato a Marsiglia da una équipe composta di geografi, giornalisti, registi e film-maker, ha partecipato al PRIMED – 20ème édition festival – Prix International du Documentaire et du Reportage Méditerranéen, Marsiglia, 23.11.2016; al Festival de la Géographie, Saint Dié des Vosges, 1.10.2016; al festival Image de ville Aix-en-Provence/Marseille Vidéodrome, Le géographe dans sa ville. Marsiglia, 23. 09.2016; Oltre i limiti della rappresentazione, giornata di studi, Scugnizzo liberato, Napoli, 17.03.2016; Exploring the ordinari city, Univ. Torino, Castello del valentino, Torino, 18.01.2016; Giornata di studi Justice spatiale et villes, Université de Paris Nanterre / CRH- Ecole d’architecture Val de Seine, Paris, 11.07.2015; Giornata di studi Memoires en divenir – Bibliothèque départementale, Marsiglia, 3.07.2015.

CHAIR: Francesca Governa e Maurizio Memoli

Scheda tecnica film:
Anno: 2014/2015- Formato: Full HD / 16:9 / Colore – Durata: 70 minuti – Paese di Produzione: Italia – Versione originale: Italiano/Francese – Produzione: Prospekt Regia: Samuele Pellecchia – Sceneggiatura: Francesca Governa (Politecnico di Torino), Maurizio Memoli (Università di Cagliari), Claudio Jampaglia, Samuele Pellecchia, Bruno Chiaravalloti e Arianna Cocchi di Prospekt, con la collaborazione di Raffaele Cattedra (Università di Cagliari) e Elisabetta Rosa (Università di Aix-en-Provence)- DOP: Edoardo Pasero – Montaggio: Bruno Chiaravalloti – Fonico: Simone Carugati – Produzione esecutiva: Arianna Cocchi – Postproduzione video: Edoaro Pasero – Postproduzione audio: Mattia Pontremoli.

DISCUSSANT: Giulia de Spuches e Claudio Minca

LINGUA: Italiano

 

Bibliografia
Anderson B. e Harrison P. (eds), (2010), Taking-place: non-representational theories and geography, Ashgate, Farnham.

Driver F., “On Geography as a Visual Discipline”, Antipode 35, 2003, n. 2, pp. 227-231.
Governa F. (2017), “Pratiche di ricerca. Practice turn e more than representational theories”, Rivista geografica Italiana (in corso di pubblicazione).
Lorimer H. (2005), “Cultural geography: the busyness of being ‘more than representational’”, Progress in Human Geography, 29 (1), pp. 83–94.
Pile S. (2010), “Emotions and affects in recent human geography”, Transactions of the Institute of British Geographers, NS 35 (5), pp. 5-20.
Rose G., (2001) Visual Methodologies: An Introduction to the Interpretation of Visual Materials, London, SAGE Publications.
Rose G., (2003) “On the Need to Ask How, Exactly, Is Geography «Visual»?”, Antipode, 35, 2003, n. 2, pp. 212-221.
Spivak, G., 1988, “Can the subaltern speak?” In C. Nelson and L. Grossberg, eds., Marxism and the interpretation of culture. London, Macmillan, pp.271-313.
Thrift N. (1996), Spatial formations, Sage, London.
Thrift N. (2008), Non-representational theory. Space, politics, affects, Routledge, London.
Vannini P. (ed), (2015), Non-representational methodologies: re-envisioning research, Routledge, New York e London.