S42 – Ripensando il ruolo della geografia sociale: approcci multi-metodo e partecipazione

COORDINATORI: Margherita Ciervo, Università di Foggia; Isabelle Dumont, Università Roma Tre; Emanuela Gamberoni, Università di Verona; Claudio Cerreti, Università Roma Tre, in rappresentanza del gruppo “GEografie per la SOcietà – GESO” (Gruppo italo-francese di Geografia sociale internazionale)

ABSTRACT

La proposta persegue due obiettivi distinti, che si vuole far dialogare: la riconsiderazione degli scopi di una geografia sociale che sia non solo analisi-denuncia di conflitti e «aggressioni» socio-spaziali, ma anche spiegazione delle dinamiche che li producono e proposta di strumenti di intervento e resistenza; e la riconsiderazione degli utensili di indagine e di interpretazione che producano percorsi discorsivamente persuasivi e operativamente efficaci. Il tutto nella convinzione che l’impegno di chi fa una geografia che si dice «sociale» non possa dividersi tra il piano «delle questioni di metodo» e il piano «delle questioni di merito».
Nel 1976, Yves Lacoste rompeva con la visione secondo cui «la géographie n’est qu’une discipline scolaire et universitaire dont la fonction serait de fournir des éléments d’une description du monde», proponendo invece che «la géographie sert d’abord à faire la guerre», poiché conferisce potere strategico che permette, a chi la padroneggia, di controllare lo spazio e le popolazioni. Si può ancora almeno convenire che «La géographie, ça sert d’abord à comprendre le pouvoir» e le dinamiche che intervengono sui/nei territori, rimettendo in discussione le relazioni tra spazi e società, tra luoghi di vita (nelle loro plurime componenti) e comunità locali. La conoscenza e l’interpretazione dei fenomeni può non solo conferire «potere strategico» per la salva-guardia dei luoghi di vita, ma fornire strumenti concettuali, metodologici e operativi per la partecipazione e la costruzione di relazioni fondate sulla giustizia sociale e il rispetto «del resto della natura» (Reclus).
Perciò, la sessione vuole discutere il ruolo/contributo di una geografia sociale engagée (R. Hérin) – in termini teorici e pragmatici – anche attraverso un riesame dei metodi di ricerca e divulgazione, nella costruzione di visioni e percorsi capaci di produrre cambiamento: in particolare, efficacia e praticabilità di quegli approcci multi-metodo il cui scopo non è confermare, per diverse vie, un medesimo risultato «veritiero» ma proporre una pluralità di risultati «verosimili» e «di parte», che arricchiscono l’analisi e la comprensione di differenze e sfumature più che di uniformità.
Sarà data preferenza a contributi che privilegiano:

  • riflessioni sulle parole e in generale sugli approcci che corrispondano ad una certa visione della geografia (sociale);
  • testimonianze di ricerche che siano coerenti con questo tipo di percorso da cui possibilmente emergano non tanto il racconto dei risultati quanto i processi messi in atto, le relazioni con il potere nel farsi della ricerca e le ricadute sulla società, evidenziando sempre, possibilmente, limiti e criticità;
  • mezzi utilizzati per la divulgazione delle conoscenze acquisite nonché per la raccolta del feedback dalle realtà analizzate.

Al termine dei lavori congressuali e in un locale adiacente alla Scuola di Lettere di Roma Tre, si svolgerà un aperitivo geografico, per proseguire la discussione e gli scambi avviati durante i lavori congressuali con i relatori della sessione e sotto la conduzione di Claudio Minca e Petros Petsimeris.

PAROLE CHIAVE: Geografia sociale, multimetodologia, partecipazione, contrasti “societali”, costruzione territoriale

LINGUE: Italiano

CONTATTI: margherita.ciervo@unifg.it

SLOT 1 – Ripensando il ruolo della Geografia sociale nell’interpretazione della questione urbana
CHAIR: Petros Petsimeris

Claudio Cerreti
Diversamente margini. Borgate e borgatari a Roma: cent’anni dopo

Filippo Pistocchi
Migrazioni, spazi urbani e nuove identità

Marco Picone, Filippo Schilleci
Le insidie dell’orto urbano. Processi partecipativi e derive neoliberiste a Palermo

Isabelle Dumont, Martina Tissino Di Giulio
Street Art: rivendicazione sociopolitica o presagio di gentrification? Tra iniziative spontanee e progettazione istituzionale, i quartieri contemporanei di fronte alla street art

Marina Bertoncin, Andrea Pase A., Daria Quatrida
Prossimità e lavoro di campo: quando e come il “dove” conta…

SLOT 2 – Ripensando il ruolo della Geografia sociale e il coinvolgimento personale nella ricerca
CHAIR: Petros Petsimeris

Margherita Ciervo
Comprendere il potere per la salva-guardia dei luoghi di vita. Riflessioni intorno ai metodi di ricerca e divulgazione

Emanuela Gamberoni, Angela Alaimo
Ricerca sul campo e pratiche riflessive: i confini del coinvolgimento

Elisa Bignante
Partecipare in prima linea. Sfide e dilemmi nella promozione dell’autonomia dei partecipanti nella ricerca visuale partecipativa in geografia sociale

Annalisa Colombino
Verso una geografia meno antropocentrica. Animal geographies: temi e metodi di ricerca

Lorena Rocca, Xabier Erkizia
Il rumore lontano

SLOT 3 – Ripensando il ruolo della Geografia sociale nella promozione della consapevolezza
CHAIR: Petros Petsimeris

Lucia Masotti
Geografia storica vs geografia sociale: riflessioni per l’apertura di un dialogo produttivo

Raffaele Cattedra, Gianluca Gaias
Costruzioni territoriali e migrazione. Spazi del sacro e identità religiose a Cagliari

Maurizio Memoli, Silvia Aru
Video-frammenti da uno spazio margine

Massimiliano Tabusi, Emanuela Gamberoni, Isabelle Dumont, Margherita Ciervo, Claudio Cerreti, Fabio Amato
Presentazione di GEO-VISUM