S31 – Luoghi abbandonati, luoghi ritrovati. Percorsi in Italia e altrove

COORDINATORI: Alice Giulia Dal Borgo e Flavio Massimo Lucchesi, Università di Milano.

ABSTRACT

L’abbandono dei luoghi è un tema che, nel corso degli ultimi anni, ha suscitato un interesse crescente. Il fascino decadente emanato da aree industriali dismesse, strutture agrarie non più produttive e da borghi, ville, insediamenti, nosocomi e singoli edifici non più abitati attrae numerosi estimatori che a vario titolo, seguendo percorsi esplorativi diversi per tipologia e per livello di approfondimento, scoprono, visitano, censiscono, mappano, analizzano, acquistano, fotografano, dipingono, raccontano, ascoltano i luoghi che, per motivi e in tempi differenti, sono stati abbandonati. Circa 6000, secondo le stime più recenti , sono i borghi con meno di 5000 abitanti, tra i quali sono compresi i paesi, gli alpeggi e gli stazzi (il 70% dei Comuni italiani, dove abita soltanto il 17,2% della popolazione ). Di questi 6000 borghi, quasi la metà sono a rischio di estinzione in quanto completamente disabitati o quasi. Una situazione riscontrabile su tutto il territorio nazionale, da nord a sud e da ovest a est, ma che diventa dilagante soprattutto in alcune regioni del centro e del meridione: le aree interne di Toscana e Marche, la Basilicata, l’intero arco appenninico meridionale, dall’Abruzzo, alla Calabria, attraverso il Molise.
L’abbandono dei luoghi è un fenomeno composito, complicato e complesso perché genera conseguenze sui territori legate non solo ai rischi che le strutture pericolanti manifestano, ma anche relative a inquinamento dei suoli, che diventano spesso discariche abusive, o a crolli e frane evidenti laddove versanti montani non vengano più coltivati, a degrado del paesaggio e a senso di spaesamento. L’abbandono è, dunque, un fenomeno difficile da classificare in categorie rigide: esso colpisce quasi parimenti beni pubblici e beni privati e, laddove si verifica, può riguardare l’intero territorio o parti di esso, manifestandosi in forme lievi, intermedie o totali, talvolta anche contemporaneamente.
Le tematiche proposte per la sessione scaturiscono dalle ricerche condotte, dal 2015 a oggi, dal Laboratorio Permanente sul Luoghi dell’Abbandono, del quale la proponente è responsabile scientifico. Ponendosi in continuità con tali linee esplorative, la presente sessione intende affrontare il tema dell’abbandono muovendo da alcune domande di ricerca. Quali sono le geografie dell’abbandono in Italia? Secondo quali percorsi, metodi e strumenti è possibile localizzare il fenomeno, indagandone motivazioni, caratteristiche e tipologie? Esistono e sono individuabili opzioni alternative all’abbandono tali da rigenerare il contesto territoriale in cui esso si presenta? Lungo quali vie un luogo abbandonato può tornare a vivere e ad avere senso per la nuova comunità ivi insediatasi e per i suoi visitatori?
La sessione sarà organizzata secondo lo schema classico delle relazioni congressuali. Saranno ammesse anche presentazioni corredate da brevi filmati.

PAROLE CHIAVE: Abbandono, valorizzazione, rigenerazione, comunità, sostenibilità.

LINGUE: Italiano

CONTATTI: alice.dalborgo@unimi.it

CHAIR: Alice Giulia Dal Borgo

Andrea Marini
Di che cosa parliamo quando parliamo di luoghi abbandonati

Leonardo Porcelloni
Abbandono e rigenerazione sul geoportale

Emanuele Garda
Tra stasi e movimento: la riconversione delle ferrovie abbandonate e le opportunità per la rigenerazione dei territori

Maria Laura Gasparini
Una città fantasma alle soglie del Polo Nord: Pyramiden da luogo abbandonato a luogo recuperato

Franca Battigelli
Percorsi ritrovati: dal treno alla bicicletta. Una esperienza statunitense

Eleonora Guadagno
Apice Vecchia: tra abbandono post-sismico e rigenerazione

Stefania Palmentieri
I “non luoghi”. Alcuni esempi nell’area metropolitana di Napoli

Alice Giulia Dal Borgo
Ritorno ai luoghi: il caso degli eco-villaggi

Flavio Lucchesi
Dalla Valnerina alla regione metropolitana di Perth: il Luisini Project e il “recupero olistico” di un doppio abbandono