S22 – Il Mediterraneo: per una geografia critica della frontiera / The Mediterranean: for a critical geography of the frontier

COORDINATORI: Chiara Brambilla, Università di Bergamo; Anna Casaglia, University of Eastern Finland; Raffaella Coletti, Università di Roma La Sapienza; Paolo Cuttitta, Vrije Universiteit Amsterdam; Giulia de Spuches e Vincenzo Guarrasi, Università di Palermo.

ABSTRACT

Negli ultimi anni il Mediterraneo è diventato sempre più un simbolo delle migrazioni. Sullo sfondo delle morti in mare, della “crisi dei rifugiati”, del terrorismo e dei diversi dispositivi di controllo messi in atto, i media e la politica, in modo più o meno emergenziale, lo hanno rappresentato come un confine allo stesso tempo fragile e invalicabile. Questo appiattimento del nesso tra confini e migrazioni ha impedito di svelare e mettere in primo piano la complessità dello spazio di frontiera mediterraneo. La sessione intende andare oltre la metafora della line in the sand alla quale troppo spesso il Mediterraneo è ridotto, essenzializzato a netto e perentorio confine geo-razziale. Al contrario, la sessione intende interpretare lo spazio di confine mediterraneo come fenomeno storico e sociale capace di assumere forme e modalità operative diverse nel tempo e nello spazio, e di imporsi come ‘luogo’ relazionale indipendente dalle tradizionali coordinate spazio-temporali di fissità e continuità dei limiti territoriali degli stati. È in questo spazio che si gioca il tema dell’umanità liquidabile, la questione dell’umanizzazione o della disumanizzazione dell’Europa. La sessione si articola nelle seguenti sotto-tematiche:

1. Ripensare il Mediterraneo come borderscape. Sfide metodologiche per la geografia e oltre la geografia – L’obiettivo è offrire un contributo alla sfida di “operativizzare” il concetto di borderscape/scaping in chiave multidisciplinare. Saranno benvenuti contributi che problematizzino il discorso politico e mediatico sul Mediterraneo, favorendo un approccio critico e multifocale. I paper possono affrontare, tra gli altri, lo spazio geopolitico mediterraneo, le connessioni e sovrapposizioni storico geografiche della frontiera Euro-Africana, il nesso tra estetica e politica, le relazioni quotidiane dentro e attraverso la frontiera. La sotto-sessione includerà un panel chiuso per la proiezione e discussione del film documentario HOUDOUD AL BAHR | I CONFINI DEL MARE. Mazara – Mahdia (Italia, 2015) di C. Brambilla e S. Visinoni.

2. Il Mediterraneo come frontiera delocalizzata: esternalizzazione e internalizzazione della gestione delle migrazioni – I controlli migratori si svolgono sempre più esternalizzando (in acque internazionali o nei paesi di origine e transito) e internalizzando (nei paesi di destinazione) la frontiera. Alla delocalizzazione della frontiera mediterranea contribuiscono diversi attori (UE; stati; organizzazioni internazionali, intergovernative e non governative; industrie private) e diverse logiche (esclusione, inclusione differenziale, depoliticizzazione etc.) e retoriche (sicuritaria, umanitaria etc.). Saranno benvenuti paper che esplorino: i concetti di delocalizzazione, esternalizzazione, internalizzazione, extraterritorializzazione; i ruoli di – e le relazioni tra – attori, politiche, pratiche, discorsi, logiche e regimi giuridici.

3. E l’Europa disumanizzò se stessa. Appello alle geografie mediterranee militanti – Può il sapere geografico sottrarsi al cerchio della frontiera? Quale gerarchia dell’umano è sottesa alle politiche e alle retoriche delle migrazioni? Può il discorso sui migranti sottrarsi tanto alla violenza della criminalizzazione quanto alla solidarietà dell’umanitarismo? Saranno benvenuti paper che affronteranno le questioni proposte; in particolare il tema cruciale sta nell’uscire dalle trappole della retorica dell’UE per produrre discorsi contro-egemonici. Così facendo saremo obbligati a riposizionarci rispetto al dilagare di nuovi nazionalismi. Infine, la sotto-sessione prevederà la presentazione e discussione del manifesto E l’Europa disumanizzò se stessa.

PAROLE CHIAVE: Mediterraneo, Confini, Borderscapes, Delocalizzazione, Disumanizzazione.

LINGUE: Italiano, inglese

CONTATTI: raffaella.coletti@gmail.com; p.cuttitta@vu.nl; gspuch@gmail.com

The Mediterranean: for a critical geography of the frontier – In recent years, the Mediterranean has become the worldwide symbol of migration. Against the backdrop of migrant deaths at sea, refugee “crisis”, terrorism and the growing diversification of borders and migration control devices, mass media and politicians have been representing the Mediterranean as a fragile and at the same time impassable border, supporting the emergency rhetoric. This lens is too narrow to truly capture the complexity of the border-migration nexus and the frontier-like character of the Mediterranean region, whereas the Mediterranean is often reductively essentialized to a clear-cut, geo-racial border. This session aims to go beyond the metaphor of the line in the sand, by considering the Mediterranean border-space as a historical and social phenomenon, which can take different shapes and operate in different ways across time and space. It can establish itself as a relational ‘place’ independently from the traditional space-time coordinates of fixity and continuity related to territorial state boundaries. What is at stake in this space is the issue of disposable humanity, of the humanization and de-humanization of Europe. The session is composed of the following thematic sub-sessions:

Rethinking the Mediterranean as a borderscape. Methodological challenges for geography and beyond geography – The aim is to contribute to the challenge of operationalizing the borderscape/scaping concept in a multidisciplinary perspective. The sub-session welcomes contributions that problematize political and mass media discourse on the Mediterranean providing a critical and multi-focal approach. Papers can address, among other related arguments: the Mediterranean geopolitical space, historical and geographical connections and overlappings of the Euro/African frontier, the aesthetics-politics nexus, and everyday relations in and across the frontier. This sub-session includes a closed panel devoted to showing and discussing the documentary film HOUDOUD AL BAHR | I CONFINI DEL MARE. Mazara – Mahdia (Italy, 2015) by C. Brambilla and S. Visinoni.

The Delocalized Mediterranean Border: Externalization and Internalization of Migration Management – Migration control is increasingly carried out through the externalization (to international waters or to the countries of origin and transit) and internalization (in the destination countries) of the border. A number of different actors, (UE; states; international, intergovernmental e non-governmental organizations; private firms), logics (exclusion, differential inclusion, depoliticization etc.) and rhetorics (securitarian, humanitarian etc.) contribute to the delocalization of the Mediterranean border. This sub-session welcomes papers addressing: the concepts of delocalization, externalization, internalization and extraterritorialization; the roles of – and the relations between – actors, policies, practices, discourses, logics and legal regimes.

And so, Europe dehumanized itself. A call on Mediterranean critical geographies – Can geographical knowledge evade the grip of the frontier? What human hierarchies are underpinned by migration-related policies and rhetoric? Can the discourse on migrants evade both the violence of criminalization and the solidarity of humanitarianism? This sub-session welcomes papers addressing the proposed issues; the crucial challenge is, more specifically, to escape from the traps of EU rhetoric to produce counter-hegemonic discourses. In order to do this, we will have to re-situate ourselves against the proliferation of new nationalisms. Finally, the sub-session aims to present and discuss the manifesto And so Europe dehumanized itself.

KEYWORDS: Mediterranean, Borders, Borderscapes, Delocalization, De-humanization.

SLOT 1 – Ripensare il Mediterraneo come borderscape. Sfide metodologiche per la geografia e oltre la geografia
CHAIR: Anna Casaglia

Chiara Brambilla
Borderscaping, or, Rethinking the Border-Migration Nexus in the Mediterranean: Alternative Political Agencies at and across the Italian/Tunisian Border

Ciro Pizzo
Meridione e Mediterraneo. Per una riarticolazione degli spazi del ban

Caterina Maria Coletti, Cristina Da Milano
“Se fossero rimasti a casa loro”: le politiche dell’Unione Europea sul patrimonio culturale euro-mediterraneo come possibile strumento contro i nazionalismi

Giulio Querini, Silvia Granata
Stampalia: perla del Dodecaneso, avamposto dell’Europa

Raffaella Coletti, Filippo Celata
Borderscapes of External Europeanization in the Mediterranean Neighbourhood

SLOT 2 – The Delocalized Mediterranean Border: Externalization and Internalization of Migration Management
CHAIR: Chiara Brambilla

Sebastian Cobarrubias, Maribel Casas-Cortes
Displaced Frontiers of Power: The Colonial Politics of Border Externalization’s Geographic Imagination

Charles Heller
The Ebbing and Flowing of the EU’s Practices of Bordering and (Non-)Assistance at Sea

Paolo Cuttitta
Externalization through IOs and NGOs? Global Migration Management in Tunisia and Egypt

Susanna Trotta
Humanitarian Corridors. An Alternative to Securitarian, Externalizing and de-humanizing Policies?

Timothy Raeymaekers
Internalizing Europe’s Border: Differentiating migrant lives in the Mediterranean

SLOT 3 – E l’Europa disumanizzò se stessa. Appello alle geografie mediterranee militanti/ And so, Europe dehumanized itself. A call on Mediterranean critical geographies
CHAIR: Giulia de Spuches

Céline Cantat
Rethinking Mobilities Beyond Discourses of Crisis: The Narrative of Mediterranean Solidarity

Alessandra Bonazzi
La piega del Mediterraneo

Daniele Bianchi
Restrictive frontiers and international protection for refugees: best practices of humanitarian corridor

DISCUSSANT: Vincenzo Guarrasi

SLOT 4 – “HOUDOUD AL BAHR | I CONFINI DEL MARE”, Screening and round table
CHAIR: Raffaella Coletti

Houdoud al bahr/ I confini del mare is a documentary film based on conceptual reflection and ethnografic research, shot in Mazara del Vallo (Italia) and Mahdia (Tunisia). The film wishes to contribute to overcoming the essentially passive routines of the mass media visualizing the Italian/Tunisian borderscape at and across the Mediterranean. The documentary is in italian with english subtitles.

ROUND TABLE (after the movie): Giulia de Spuches, Timothy Raeymaekers and Pietro Vereni