S12 – Geografie del lavoro

COORDINATORI: Massimiliano Tabusi, Università per Stranieri di Siena; Carlo Inverardi-Ferri, University of Oxford.

ABSTRACT

Il tema del lavoro svolge un ruolo nodale nell’ambito degli studi sociali, per investigare non solo le comunità e le loro varie articolazioni scalari, ma anche per studiare le configurazioni del territorio. Tuttavia, diversamente da altri ambiti culturali, come quello anglosassone, e nonostante qualche puntuale sollecitazione, in Italia la geografia del lavoro non ha ancora trovato un suo specifico radicamento. La sessione Geografie del Lavoro porta perciò all’attenzione del dibattito accademico italiano questo tema centrale della ricerca geografica. Il lavoro assume rilievo nelle configurazioni del territorio a vari livelli di scala, dal commercio internazionale alle articolazioni urbane, dalla questione migratoria alla mobilità individuale, dalla crisi della rappresentanza al lavoro nero, allo sfruttamento e alle questioni di genere. Il lavoro può anche configurarsi come risultato della sedimentazione culturale di cui sono portatrici le comunità territoriali, essendo anche oggetto di appropriazione da parte del “”capitalismo cognitivo”” mediante la trasformazione delle conoscenze in merce. Il complesso di questi aspetti non manca di mettere in gioco il ruolo sociale della geografia e il tipo di coinvolgimento (meramente speculativo o attivo?) di chi fa ricerca, nonché i soggetti destinatari di tali studi: le élite politiche? L’opinione pubblica? La comunità complessivamente intesa? Alcune particolari soggettualità al suo interno?
La sessione Geografie del Lavoro si pone due obiettivi principali: evidenziare le potenzialità del discorso geografico sul tema e stimolare la riflessione sull’opportunità di contribuire in modo più sistematico al filone disciplinare. In questo quadro si incoraggiano (non esclusivamente) contributi connessi, da una prospettiva teorica o da una esperienza empirica, alle seguenti domande:

  • Quali spazi di agency del lavoro – considerando anche la dimensione del precariato, del lavoro “informale” e sotto-retribuito -, sono possibili nell’epoca della mondializzazione neoliberista?
  • Come il lavoro può incidere sul processo di territorializzazione, nella definizione del “panorama economico” e sull’organizzazione spaziale? Quale rapporto tra Capitale e Lavoro?
  • Sono possibili nuove articolazioni del lavoro, anche nel quadro del dibattito sui beni comuni, alternative a quelle basate sul paradigma della competizione – tanto tra spazi quanto tra individui – nell’ambito del mercato?
  • Quali prospettive connettono lavoro, società e territorio di fronte ad innovazione ed evoluzione tecnologica?
  • Perchè aree di sistematico sfruttamento illegale del lavoro (ad es. schiavismo di migranti in agricoltura) risultano poco “visibili”, o considerate quasi alla stregua di necessarie ZES informali?
  • Quale rapporto tra condizione lavorativa e condizione abitativa? Tra diritto al lavoro e diritto alla città?
  • Come si manifestano, nel territorio e nello spazio sociale, le diverse articolazioni delle relazioni di lavoro?

PAROLE CHIAVE: Lavoro, società, agency, territorio, attivismo

LINGUE: Italiano

CONTATTI: tabusi@gmail.com

CHAIR: Massimiliano Tabusi e Carlo Inverardi-Ferri

Massimiliano Tabusi
Lavoro, localizzazione e rapporti tra scale come elementi fondamentali della geografia del mondo contemporaneo

Carlo Inverardi-Ferri
Global Production Networks and Labour

Roberto Ciccarelli
Nuove prospettive del lavoro tra “sharing economy” e “gig economy”

Samantha Cenere
Fabbricazione digitale dal basso e nuove soggettività: essere Makers a Torino

Marco Copercini
Progettare stabilità occupazionale nel capitalismo globale. Strategie e dinamiche imprenditoriali nel settore del fashion design di Berlino