S10 – Geografia e letteratura: luoghi, scritture, paesaggi reali e immaginari / Geographie et littérature: lieux, écriture, paysages reels et imaginaires

COORDINATORI: Dino Gavinelli, Università di Milano; Muriel Rosemberg, Université de Picardie Jules Verne.

ABSTRACT

La letteratura, in tutte le sue manifestazioni e nei suoi generi più o meno illustri, è una espressione artistica intimamente connessa alla geografia, anche se i rapporti tra l’una e l’altra disciplina sono complessi e non sempre evidenti. Da alcuni decenni numerosi geografi, in Italia e all’estero, hanno scoperto i vantaggi che potevano trarre da una certa familiarità con le pratiche letterarie e, d’altro canto, anche molti romanzieri e poeti hanno affermato, implicitamente o esplicitamente, quanto fossero sensibili alla geografia, tanto da esprimerla più o meno esplicitamente nelle loro produzioni letterarie e nelle loro stilizzazioni dei luoghi. Questo cambio di prospettiva tra studi letterari e geografici, conseguenza positiva dello spatial turn degli ultimi decenni del ‘900, ha aperto la strada a una moltitudine di descrizioni topologiche, a percorsi memoriali e culturali, a riflessioni di ordine geopolitico, a metafore, a un desiderio di ri-territorializzare la parola poetica, a ripensare l’inclusione degli individui in uno spazio al contempo materiale e immateriale. Le narrazioni, le rappresentazioni e le produzioni letterarie, essendo dunque ricche di elementi spaziali e ambientali, forniscono numerose indicazioni al geografo che si interessa di letteratura: in molte pagine vengono presentati i luoghi dell’azione e i paesaggi interiori, segni e i simboli presenti in un determinato territorio, le valenze psicologiche di spazi vissuti e carichi di affettività e molto altro ancora. Geografie oggettive e soggettive, alle prese con uno spazio organizzato in modo antropocentrico o egocentrico, spesso incerte tra una visione razionalista o umanistica, tra un mondo visto come substrato fisico materiale o come insieme di territori carichi di immaginazione, di visioni affettive, di valori immateriali e di spiritualità individuale si rivelano complementari e utili all’indagine disciplinare, interdisciplinare e transdisciplinare. La sessione qui proposta, che continuerebbe in parte i lavori del gruppo internazionale di geografi riuniti intorno al tema de La spatialité littéraire au prisme de la géographie (20-21 aprile 2015, Sorbonne, Paris), punterebbe pertanto a fornire alcuni significativi esempi di mondi letterari reali e immaginari che, calibrando secondo prospettive inedite il rapporto tra le parole e le cose, aiutino il sapere geografico a “dire” il mondo. Si tratta in conclusione di proporre una riflessione – suffragata però da concreti esempi letterari – sui modi in cui la scrittura letterario-fabulatoria può arricchire, correggere e riempire la scrittura scientifico-argomentativa nel suo tentativo, a volte un po’ goffo, di raccontare come gli uomini abitano la Terra. Questo percorso si incardinerebbe in una “geocritica” che partendo dai luoghi arrivi a comprendere meglio i luoghi stessi, promuovendo una riflessione collettiva sulle sfide teoriche e le implicazioni metodologiche che questo campo di ricerca pone oggi ai ricercatori.

PAROLE CHIAVE: geografie letterarie, letterature geografiche, geopoetica, geocritica, luoghi, spazi letterari e geografici,

LINGUE: Italiano e francese

CONTATTI: dino.gavinelli@unimi.it

Geographie et littérature: lieux, écriture, paysages reels et imaginaires – La littérature, dans toutes ses manifestations et dans ses genres plus ou moins illustres, est une expression artistique intimement liée à la géographie, bien que les relations entre les deux disciplines soient complexes et pas toujours évidentes. Depuis plusieurs décennies, de nombreux géographes, en Italie et à l’étranger, ont découvert les avantages qu’ils pourraient tirer d’une certaine familiarité avec les pratiques littéraires et, d’autre part, de nombreux romanciers et poètes ont affirmé être, De façon plus ou moins explicite, sensibles à la géographie et ont exprimé plus ou moins clairement cette attitude dans leurs productions littéraires et leurs représentations des lieux. Ce changement de perspective au sujet des relations entre études littéraires et géographiques, conséquence sans aucun doute positive du spatial turn des dernières décennies du XXème siècle, a ouvert la voie à une multitude de descriptions topologiques, de parcours commémoratifs et culturels, de considérations géopolitiques et de métaphores, ainsi qu’à un désir de re-territorialiser la parole poétique, de reconsidérer l’inclusion des individus dans un espace à la fois matériel et immatériel. Narrations, représentations et productions littéraires sont donc riches en éléments spatiaux et environnementaux et contiennent plusieurs suggestions pour le géographe qui est intéressé à la littérature: dans de nombreuses pages littéraires sont exposés des sites d’action et des paysages intérieurs, des signes et des symboles présents dans un territoire donné, les significations psychologiques de certains espaces vécus et chargés d’affection et d’autres valeurs encore. Les géographies objectives et subjectives, aux prises avec un espace organisé de façon anthropocentrique et égocentrique, dans un équilibre instable entre une vision rationaliste ou humaniste, entre un monde considéré comme un substrat physique ou comme un ensemble de territoires chargés d’imagination, de visions émotionnelles, de valeurs immatérielles et de spiritualité individuelle se révèlent complémentaires et utiles pour l’enquête disciplinaire, interdisciplinaire et transdisciplinaire. La session proposée au prochain Congrès Géographique Italien viserait donc à fournir quelques exemples significatifs de mondes réels et imaginaires capables d’aider la géographie littéraire à présenter et à raconter le monde, à devenir une géocritique qui trouve son point de départ dans les lieux et permet de mieux comprendre les lieux eux-mêmes, pour promouvoir une réflexion collective sur les défis théoriques et les implications méthodologiques que le géolittérature pose aujourd’hui aux chercheurs.

MOTS-CLES: Géographies littéraires, littérature géopoetique, géocritique, lieux, espaces littéraires et géographiques

SLOT 1
CHAIR: Dino Gavinelli e Muriel Rosemberg

Marco Martin
La geografia culturale nel giornale di un viaggio da Costantinopoli in Polonia di Ruggiero Giuseppe Boscovich

Elena Dai Prà
Il “Viaggio in Italia” di Goethe: ontologia del paesaggio nel solco della tradizione speculativa geografica (e non solo) tedesca?

Alfio Conti, Elcione Luciana da Silva
Paesaggio culturale e letteratura: i racconti dei viaggiatori stranieri in Minas Gerais (Brasile) nel secolo XIX

Fabio Negro
La geografia dell’altrove: mondi reali e mondi immaginari nell’opera di Emilio Salgari

Antonina Plutino
La città oltre la città: Bruges la morta di Georges Rodenbach

Salvatore Cannizaro
La rappresentazione della Sicilia nella letteratura e nel cinema tra miti, finzioni e realtà

SLOT 2
CHAIR: Dino Gavinelli e Muriel Rosemberg

Cecilia Spaziani
«Le città e gli uomini non sarebbero mai mutati». La Roma di Pier Paolo Pasolini

Cristiano Giorda
La Torino contemporanea nei romanzi di Alessandro Perissinotto

Théo Soula
La ville à l’échelle : la crise de la dimension humaine dans quelques œuvres littéraires contemporaines

Enrico Squarcina
Gioia e paura, la geografia emozionale dell’alto mare attraverso il racconto dei naviganti contemporanei

Rosemberg Muriel
La carte et le paysage dans “Voyage à Rodrigues” (J.M.G. Le Clézio). Ecritures de la spatialité

Marco Petrella
Una mappa letteraria aperta. Approcci analitici e prospettive di ricerca in Maps in Literature