S09 – Geografia e filosofia: modelli, mitologie, esperienze di ricerca a confronto

COORDINATORI: Marcello Tanca, Università di Cagliari.

ABSTRACT

La corretta calibrazione dei rapporti tra geografia e filosofia, al centro di questa sessione, resta una questione aperta. Se da un lato si registrano in entrambi i campi tentativi di metterne a fuoco interconnessioni e contaminazioni feconde, dall’altro le relazioni tra discorso geografico e discorso filosofico restano ancora inesplorate in molte delle loro valenze più profonde. La questione, di per sé ingarbugliata, è poi complicata dalla duplicità del termine “geografia” con il quale possiamo designare, come è noto, tanto la realtà geografica comunemente intesa, e quindi la serie dei fenomeni che si producono sulla superficie terrestre, quanto il sapere prodotto da una comunità di studiosi, i geografi appunto, che si riconoscono in determinate teorie e paradigmi scientifici e negli strumenti di indagine ad essi correlati. D’altra parte è ormai evidente che la differenza tra filosofia e geografia non risiede nel fatto che la prima pensa, riflette e teorizza, mentre la seconda no (come attesta una tradizione di ricerca che anche in Italia ha dato i suoi frutti con contributi originali e di valore). Piuttosto, mentre il filosofo ha tutto il diritto di lavorare su geografie che sono soltanto mentali (per riprendere un’espressione di G. Dematteis), trascurando le loro concrete implicazioni territoriali e ambientali, il geografo non può fare a meno del mondo e quindi di concepire la riflessione non soltanto come condizione, ma anche come prodotto della sua esperienza di ricerca. Con ciò si può osservare che la necessità di riconoscere intersezioni, continuità e omologie di funzionamento tra il linguaggio del geografo e quello del filosofo va di pari passo – né potrebbe essere diversamente – con quella di individuare fratture, differenze e zone di non-sovrapposizione tra di essi. Riflettere da un punto di vista prettamente geografico sui modelli, le idee, le mitologie (nel senso barthesiano del termine) e i presupposti teorici che ne guidano il lavoro deve rappresentare un’occasione per saggiare la possibilità che la geografia produca da sé la riflessione sulle matrici di elaborazione filosofica che incorpora e di cui si nutre. In altre parole, se “filosofia della geografia” ha da essere, che sia perlomeno pensata, prodotta e discussa (anche) dagli stessi geografi.
Coerentemente con questi assunti, la sessione “Geografia e filosofia: modelli, mitologie, esperienze di ricerca a confronto” si propone come spazio di discussione e condivisione per quanti vorranno proporre una riflessione sulle inquietudini e i problemi qui sommariamente richiamati. Le proposte potranno essere incentrate sul confronto tra autori, testi, temi e campi di ricerca (paesaggio, globalizzazione, geofilosofia, abitare, ontologia della geografia, ecc.) sia per mettere in evidenza le possibili forme che può assumere il rapporto tra geografia e filosofia, sia per esplicitare il nucleo filosofico che si cela nelle pratiche di ricerca che fanno capo al sapere geografico.”

PAROLE CHIAVE: geografia, filosofia, epistemologia, spazio, ontologia

LINGUE: Italiano

CONTATTI: mtanca@unica.it

CHAIR e DISCUSSANT: Marcello Tanca

Stefania Bonfiglioli
Geografia del Terzo. Immagine, filosofia del linguaggio e pensiero geografico

Timothy Tambassi
Prospettive Ontologiche per una Classificazione dei Confini Geografici

Elena Di Liberto
Brevi note sui concetti di territorializzazione e performatività a partire dall’opera di Deleuze