S05 – Cultura, legalità, territorio: il contributo della geografia e delle discipline storico-sociali agli studi sulla criminalità organizzata / Culture, legality, territory: the contribution of geography and historical-social disciplines to the study of organized crime

COORDINATORI: Giuseppe Muti, Università di Cassino

ABSTRACT

Gli studi storico-sociali sulla criminalità organizzata e sulle mafie sono cresciuti quantitativamente e qualitativamente dagli anni Novanta e si sono consolidati in questo ultimo lustro in un corpus scientifico multidisciplinare riconosciuto internazionalmente che dialoga utilmente con le istituzioni e con la società civile.
La mole di lavoro è enorme data la sbalorditiva diffusione di attori, pratiche e dinamiche criminali in una molteplicità di settori dell’economia e della gestione della cosa pubblica e considerato che la corruzione politico-amministrativa e il reinvestimento dei proventi illeciti si dimostrano problemi strutturali che inficiano alla radice ogni programma di sviluppo sostenibile ed ogni idea di libero mercato.
Che l’impatto della criminalità mafiosa sul tessuto sociale ed economico dei contesti in cui è radicata sia una questione cruciale per lo sviluppo civile ed economico non solo delle regioni meridionali ma di tutto il Paese è un aspetto sottolineato dall’incontro fra la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e la Conferenza dei rettori delle università Italiane (Cosenza, 26 ottobre 2015) che ha avviato una collaborazione nel campo della conoscenza scientifica e della formazione superiore in tema di mafie e di altre forme di criminalità organizzata.
La rinnovata dialettica in merito ai paradigmi e ai concetti in uso negli studi sulla criminalità organizzata ha accentuato il ricorso a nozioni e strumenti propri della geografia per render conto delle prerogative e delle trasformazioni del fenomeno, con particolare attenzione alla mobilità territoriale dei gruppi mafiosi e ai processi di espansione e radicamento in aree storicamente non condizionate.
Ma la geografia è direttamente o indirettamente chiamata in causa nelle sue molteplici anime: dalla geoeconomica alla geografia del potere, gli studi sulle migrazioni, sui media e sulle rappresentazioni, l’agricoltura, lo sviluppo locale, le identità territoriali, gli studi urbani, quelli di genere, la Cartografia e i GIS.
In questo contesto scientifico (ma anche storico) la sessione si propone come occasione di dialogo e confronto di esperienze aperta agli studiosi di tutte le discipline storico-sociali attualmente impegnati su questo tema, invitati a proporre interventi sintetici su studi e metodologie o proposte, in atto o di interesse, per favorire lo scambio di strumenti e conoscenze contribuendo alla rete nazionale di studi interdisciplinari sulla criminalità.
Obiettivo della sessione è discutere le potenzialità degli strumenti e delle metodologie delle scienze politiche ed economiche, storiche, sociali e geografiche, naturalmente e soprattutto, di fronte alla complessità e alla capacità di trasformazione degli attori e delle dinamiche criminali e mafiose. Concluderà la sessione un dibattito aperto a riflessioni e proposte per valutare l’opportunità di un Gruppo geografico di studio dedicato proprio alle dinamiche illegali e criminali.

PAROLE CHIAVE: mafia, criminalità organizzata, territorio, scienze sociali, geografia.

LINGUE: Italiano

CONTATTI: g.muti@unicas.it

Culture, legality, territory: the contribution of geography and historical-social disciplines to the study of organized crime – Historical and social studies on organized crime and mafia have quantitatively and qualitatively grown in Italy since the 1990s and, in the last five years, have consolidated into an internationally recognized scientific multidisciplinary corpus which cooperates effectively with institutions and civil society.
The workload scenario is enormous on account of the remarkable flow of actors, practices and criminal dynamics which operate in the diversified sectors of economics and public management. Political and administrative corruption and reinvestment of illegal proceeds are structural problems which invalidate, at its foundation, every plan regarding sustainable development and/or any form of free trade.
Paradigms and concepts referring to studies on organized crime have emphasized the use of geographical tools which center on the prerogatives and transformation(s) of the phenomenon. Particular attention is placed on the local mobility of mafia gangs and their expansion and establishment in areas historically unaffected.
Hence, geography, directly or indirectly, brings into play a multifaceted configuration of geo-economics, geopolitics, studies on migration, media, agriculture, local development, territorial identities, urban and gender studies, cartography and GIS.
In this scientific, nonetheless historical context, the session of the 32nd Italian Geographical Congress intends to create a discussion meeting point for Italian and European researchers of all historical-social disciplines concerned with the subject matter and invite them to submit concise contributions (i.e. studies, methodologies, proposals) to promote the exchange of knowledge and instruments, while contributing to the national network of interdisciplinary studies on criminality.
Therefore, the 32°IGC aims to examine the potential tools and methodologies of political, economic, historical, social and geographical sciences. It also investigates criminal/mafia dynamics and the complex and transformational ability of the actors.
The session closes with a discussion period open to considerations and proposals on the opportunity of establishing a geography study group to further explore the ambit of illegal dynamics and organized crime.
KEYWORDS: mafia, organized crime, territory, social sciences, geography

Culture, légalité, territoire: la géographie et les disciplines historiques et sociales appliquées aux recherches sur la criminalité organisée – En Italie les études historiques et sociales sur la criminalité organisée et sur les mafias n’ont cessé d’augmenter en quantité et qualité depuis les années 1990 et ces derniers temps elles ont constitué un corpus scientifique multidisciplinaire reconnu au niveau international, en mesure de dialoguer efficacement avec les institutions et la société civile.
Il s’agit d’un travail colossal, vu la stupéfiante diffusion d’acteurs, d’opérations et de dynamiques criminelles dans une multiplicité de secteurs de l’économie et de la gestion des affaires publiques, sans compter la corruption politique et administrative ainsi que le blanchiment de profits frauduleux qui sont de véritables problèmes structurels compromettant à la base tout programme de développement durable et toute idée de libre échange.
Les paradigmes et les concepts utilisés dans les études sur la criminalité organisée ont accentué le recours à des notions et des outils propres à la géographie pour rendre compte des prérogatives et des transformations du phénomène, avec une attention particulière à la mobilité territoriale des groupes mafieux et à leur processus d’expansion et d’enracinement dans des zones historiquement non conditionnées.
Mais la géographie est directement ou indirectement impliquée dans ses multiples ramifications: de la géoéconomie à la géopolitique les travaux sur les migrations, sur les médias et sur les représentations, l’agriculture, le développement local, les identités territoriales, les études urbaines, de genre, la Cartographie et les Gis (Geographic Information System).
Dans ce contexte autant scientifique qu’historique, la XXXII édition du Congrès italien de Géographie se présente comme une occasion de dialogue et de confrontation d’expériences ouverte aux chercheurs italiens et européens de toutes les disciplines historiques et sociales qui, actuellement, traitent cette thématique ou y sont intéressés. Tous sont invités à proposer des communications synthétiques sur leurs travaux en cours et méthodologies ou des propositions, afin de promouvoir l’échange de matériel et de savoirs en collaborant au réseau national d’études interdisciplinaires sur la criminalité.
Examiner les potentialités des outils et méthodologies des sciences politiques et économiques, historiques, sociales et géographiques, surtout face à la complexité et à la capacité de transformation des acteurs et des dynamiques criminelles et mafieuses, reste l’objectif de ce Congrès qui devrait, en conclusion, formuler des sujets de réflexion et des propositions en vue d’évaluer l’opportunité de la formation d’un Groupe géographique d’études dédiées aux dynamiques frauduleuses et criminelles.
MOTS-CLÉ: mafia, criminalité organisée, territoire, sciences sociales, géographie

SLOT 1
CHAIR: Giuseppe Muti

Attilio Scaglione
Crime mapping e controllo del territorio: il fenomeno estorsivo nella città di Palermo

Andrea Alcalini
Mafie e urbanistica: non è tutto oro quello che luccica

Maria Scinicariello, Irene Salerno
Variabili culturali, territoriali e coinvolgimento degli stakeholder: dalla burocrazia alla gestione efficace delle policy di anticorruzione nelle pubbliche amministrazioni

Isabella Clough Marinaro, Maria Giuditta Borselli
Moving to Rome: Recent Historical and Geographical Trajectories of Three Camorra Clans

Fabrice Rizzoli e Tommaso Giuriati
Mafia e criminalità organizzata nelle ricerche scientifiche in Francia. I luoghi di socializzazione dei milieu francesi e l’esempio dei bar di Marsiglia

Ilaria Meli
Per una teoria del controllo del territorio: Mafia capitale e le nuove morfologie del controllo mafioso

DISCUSSANT: Nando dalla Chiesa, Annamaria Zaccaria, Umberto Santino

SLOT 2
CHAIR: Giuseppe Muti e Vittorio Martone

Nando dalla Chiesa
Le mafie al nord : dalla rimozione all’analisi scientifica

Anna Maria Zaccaria
Geografie a rischio. Strategie criminali in un’area di transito

Umberto Santino
Mafia: dalle riserve originarie alla globalizzazione